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Impugnazione della delibera sociale e recesso: i chiarimenti della Cassazione

La Sezione Prima civile con la Sentenza Numero 15087, del 5 giugno 2025 ha affermato i seguenti principi di diritto: «Nel giudizio di legittimità, ove il socio che abbia impugnato la delibera sociale venga a perdere la qualità di socio per una cessione delle azioni attuatasi dopo la proposizione, da parte sua, del ricorso per cassazione, non trova applicazione l'art. 2378, comma 2, c.c.»

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atti notarili - Rinnovazione dell'ipoteca
Concordato fallimentare e cessione di crediti: Cassazione n. 3220\2025

In tema di concordato fallimentare, le cessioni di crediti avvenute dopo la dichiarazione di fallimento, anche se effettuate in favore di una società di cartolarizzazione, regolamentata dalla L.n. 130 del 1999, che esercita professionalmente attività di acquisto in blocco dei crediti, non attribuiscono diritto di voto se la cessionaria non è iscritta all'albo degli intermediari finanziari, di cui all'art 106 del d.lgs. n. 385 del 1993.

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assegno di divorzio -
Consiglio di Stato, sentenza, 24 aprile 2025, n. 3550, sez. VII: Condono edilizio e vincoli

Ai sensi dell'art. 32, comma 27, lett. d) del D.L. n. 269 del 30 settembre 2003, convertito con modificazioni dalla L. n. 326 del 24 novembre 2003(cd. 'terzo condono'), le opere abusivamente realizzate in aree sottoposte a specifici vincoli, fra cui quello ambientale e paesistico, sono sanabili solo se, oltre al ricorrere delle ulteriori condizioni - e cioè che le opere siano realizzate prima della imposizione del vincolo, che siano conformi alle prescrizioni urbanistiche e che vi sia il previo parere dell'Autorità preposta alla tutela del vincolo - siano opere minori senza aumento di volume e superficie (restauro, risanamento conservativo, manutenzione straordinaria).

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La recente precisazione contenuta nell’ordinanza della Cassazione (ord. 8366\2025): Il volontario allontanamento dal domicilio familiare da parte di uno dei coniugi costituisce violazione del dovere matrimoniale di convivenza

In tema di separazione personale dei coniugi, la dichiarazione di addebito implica la prova che l'irreversibile crisi coniugale sia ricollegabile esclusivamente al comportamento volontariamente e consapevolmente contrario ai doveri nascenti dal matrimonio di uno o entrambi i coniugi, dovendo sussistere un nesso di causalità tra i comportamenti addebitati e il determinarsi dell'intollerabilità della ulteriore convivenza.

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